GRUPPI E ORCHESTRE
| |
|
Simone Cristicchi
Simone Cristicchi nasce a Roma nel 1977 nel popoloso e popolare quartiere Tuscolano, nei pressi di Cinecitta’. Con lui cresce il suo cespuglio di capelli sotto il quale maturano parallelamente la passione per il disegno e il fumetto ( è stato allievo del grande Jacovitti ), e un amore autentico per la canzone d’autore e non solo italiana: infatti oltre a Franco Battiato, Ivano Fossati, Giorgio Gaber, Lucio Battisti, Sergio Endrigo, Paolo Conte, Fabrizio De Andre’, Vinicio Capossela, l’adolescente Simone ascolta Chico Buarque, Caetano Veloso, Nick Drake, Jeff Buckley e Syd Barrett inquieta anima dei primi Pink Floyd.
Nel 1998, a 21 anni, il nome di Simone Cristicchi inizia a circolare tra gli addetti ai lavori e nell’estate incontra il suo produttore Francesco Migliacci. Per la sua profonda conoscenza del repertorio e della poetica di Jeff Buckley, il cantautore americano morto nel 1997 in circostanze drammatiche come il padre, il leggendario Tim Buckley, Simone viene invitato ad esibirsi nel 1999 a Milano in una serata tributo insieme a Morgan dei Bluvertigo e Cristina Dona’.
Quando inizia a cantare il suo "appeal" è percepibile da subito, e basterebbero i racconti dei parenti, rapiti di fronte alle sue estemporanee, ma presto richiestissime in famiglia, esecuzioni.
Finito il liceo, si iscrive a giurisprudenza all'Università di Pisa dove si laurea, sempre attento però a non dimenticare gli studi di canto. Anzi, talmente serio è il suo impegno che finisce per prendere lezioni da un mostro sacro del Novecento, quel Franco Corelli che è l'idolo tenorile di molti amanti dell'Opera. Tuttavia vivere di musica al giorno d'oggi è quasi impossibile e Bocelli non disdegna di cimentarsi talvolta anche nel più prosaico piano-bar.
E' in questo periodo che incontra Enrica, che diventerà sua moglie e che gli darà due figli: Amos e Matteo. La storia d'amore tra i due purtroppo sembra si sia conclusa da poco e sono diventate ormai note le dichiarazioni del cantante circa il problema del divorzio e i suoi figli.
Tornando alla musica, l'inizio "ufficiale" della sua carriera di cantante è casuale. Si fa avanti per un'audizione che il già celebre Zucchero tiene nel 1992 per realizzare un provino di "Miserere", pensata per Luciano Pavarotti e da realizzare proprio con il fantastico tenore modenese. E qui accade il "coup de teatre". Pavarotti, infatti, ascoltando la registrazione, commenterà: "Grazie per la splendida canzone, ma lascia che sia Andrea a cantarla. Nessuno è più adatto di lui."
Nel settembre del 2003 vince a Crotone il Cilindro d’ Argento, premio per cantautori emergenti nell’ambito del Festival “Una casa per Rino” dedicato a Rino Gaetano nella sua citta’ natale. Da qui inizia, al seguito dei CiaoRino, ottima cover band romana del cantautore del “nonsense”, una intensa attivita’ live destinata a continuare con Max Gazze’, Niccolo’ Fabi, Marlene Kuntz, artisti dei quali apre i rispettivi concerti.
Il 2005 e’ l’ anno dell’ affermazione: in gennaio la firma del contratto discografico con Sony Bmg; ad aprile l’uscita del fortunatissimo singolo “Vorrei cantare come Biagio” (e relativo video realizzato da Gaetano Morbioli), anticipata dall’anteprima che lo stesso Biagio Antonacci – intelligentemente – decide di offrire il 12 aprile al giovane Simone cedendogli il palcoscenico del Palalottomatica di Roma per questa curiosa canzone “presa in giro” che in realta’ e’ un ironico e raffinato j’accuse ai meccanismi dell’industria discografica.
La canzone arriva rapidamente nelle zone alte della classifica radiofonica e di vendita dei singoli: si aprono le porte del Festivalbar, e dopo quattro esibizioni arriva, di fronte ad una platea immensa, la serata finale del 14 settembre all’ Arena di Verona in diretta televisiva.
Nel corso del 2005 arriva una vera e propria pioggia di premi e riconoscimenti: vince il Premio Musicultura ( gia’ Premio Recanati ) e anche la Targa della critica con il brano “Studentessa universitaria” che verrà inserito nell’album di debutto; e’ tra i vincitori del Premio Giorgio Gaber nell’ambito del Festival del Teatro Canzone di Viareggio. Vince ancora il Premio Carosone come migliore canzone ironica; si rivela “artista dell’anno” nel Festival “Dallo Sciamano allo Showman” ( Premio Renzo Bigi Barbieri); vince, nell’ordine, il Premio Nielsen, il Premio Charlot ( migliore canzone comica), il Premio Mei (Artista rivelazione ), il Premio Internazionale delle Arti Leone d’Argento di San Marco, il Premio della critica di Musica e Dischi per il Miglior album di debutto.
Il 23 settembre, preceduto dal secondo singolo “Studentessa universitaria”, momenti di vita e solitudine di una “fuori sede” descritti con grande sensibilita’, esce il primo album “Fabbricante di canzoni”.
Simone ha finalmente modo di rivelare, in una generosa manciata di canzoni di immediata comunicazione, le sue due anime: quella gia’ nota, irriverente, ironica, e quella intima, poetica, osservatrice dei sentimenti, diretta erede della sua formazione legata alla grande canzone d’autore. Una appartenenza che nel disco si dichiara a livelli altissimi nel duetto con Sergio Endrigo “Questo e’ amore”, una emozione pura firmata dal grande artista istriano che purtroppo scompare prima di potersi riascoltare nel disco di questo giovane intelligente che ha la rara qualità di essere autenticamente trasversale in senso generazionale. Nel disco compare anche, nella ghost track, il suo alter ego Rufus, creatura orribile che si impossessa del Cristicchi “buono” e romantico per rivelarsi in tutto il suo cinismo e malvagita’. Il personaggio talvolta irrompe, non atteso, negli spettacoli di Simone: un Mr.Hide comico, fantasma di un palcoscenico che Simone domina a meraviglia.
“Fabbricante di canzoni” riceve critiche lusinghiere in Italia e all’estero, tra cui una in particolare, quella del settimanale americano “Stylus Magazine” che, selezionato il disco come “album of the week” ( non accadeva dal 2003 per un disco italiano), così si esprime attraverso la recensione del critico Edward Oculicz: “Mentre la maggior parte degli artisti ha bisogno di guest-DJ, di un guest-rapper o di una sezione di archi per diversificare la musica ed introdurre un elemento di novità, Simone Cristicchi sembra creare entrambe queste cose praticamente dal nulla, attingendo dal folk, dal rap, dallo swing, dalle radio fm, dalle radio pop ed anche da ballate non sdolcinate e con leggero e spensierato abbandono, per realizzare uno dei più originali ed affascinanti album di debutto di cui si ha memoria recente. E realizza tutto ciò essenzialmente con una chitarra ed una fisarmonica, sintomo questo di inventiva, se non di genialità.
Il pop mediocre di tutto il mondo trova facile successo nelle classifiche italiane. Se ci fosse giustizia, questo sublime ed originale pop trascenderebbe la lingua e scalerebbe le classifiche di tutto il mondo. Se così non sarà, sarà un vero peccato. Simone Cristicchi è un talento sorprendente il cui cammino artistico sarà interessante e divertente tenere sott’occhio se la consistente qualità di “Fabbricante di canzoni” avrà un qualche seguito”.
Al di là dei Festivalbar, delle suonerie scaricate a centinaia di migliaia e dei premi, parallelamente cresce la fama del Simone Cristicchi comunicatore. Il 17 ottobre è a Cinecittà Campus, la “palestra dello spettacolo” promossa da Cinecittà Entertainment e Maurizio Costanzo per un incontro con gli allievi dell’accademia. Poco più di un mese dopo inizia una sorta di mini tour in varie Università Italiane (Catania, Arezzo, Bologna, Perugia) iniziando da Roma dove è invitato dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università La Sapienza per una lezione dal titolo “L’anima dei poeti. Quando la canzone incontra la letteratura”, una bella occasione di confronto con una platea di studenti che lo sommergerà di domande sul come nasce un testo di successo, da dove arriva l’ispirazione, come ha elaborato la sua passione per la canzone d’autore.
Il 2006 si apre nel segno di un maestro incontrato e perso troppo presto: Sergio Endrigo. Quel maestro che Simone si è già trovato ad omaggiare in ottobre a Domenica In con una sua bellissima versione di “Io che amo solo te”. L’11 gennaio Simone Cristicchi è infatti sul palcoscenico della Sala Sinopoli dell’Auditorium di Roma per la serata tributo al grande artista per cantare “Questo è amore”, la “loro” canzone. Simone è nel cast stellare della serata insieme a Gianni Morandi, Ornella Vanoni, Gino Paoli, Morgan, Sergio Cammariere, Tetes de Bois, Nada, Mariella Nava, Renato Zero, Roberto Vecchioni con Patrizio Fariselli, Bruno Lauzi, Marisa Sannia.
Fin qui la folgorante ascesa di un ragazzo portato al successo dalla sua autoironia e dalla sua intelligenza. Siamo pronti ad un dopo-Sanremo altrettanto ricco di eventi.
A febbraio 2007 vince il 57° Festival della Canzone Italiana di Sanremo, con la canzone Ti regalerò una rosa, il cui toccante testo è ispirato alla sua esperienza di volontario nel centro di igiene mentale di Roma. Il brano, che ha il favore del pubblico, è anche premiato dalla stampa con il premio della critica "Mia Martini" e riceve inoltre il premio dei giornalisti radio-TV.
|
| |
|
top |
|
|
Simone Cristicchi e il Coro di Minatori di Santa Fiora
Simone Cristicchi ha preparato con una insolita band, il Coro dei Minatori di Santa Fiora, il nuovo progetto-spettacolo dal titolo “Canti di miniera, d’amore, vino e anarchia”. Questo spettacolo vedrà sul palco Simone Cristicchi con i 14 elementi del Coro dei Minatori di Santa Fiora, un gruppo di età compresa tra i 19 e gli 80 anni.
L’idea nasce qualche mese fa, quando Cristicchi - coadiuvato dall’amico cantautore Pinomarino - scopre che a Santa Fiora, un piccolo paese sulle pendici del Monte Amiata, esiste un gruppo di musica popolare che ripropone il vasto e originale repertorio di canzoni tradizionali locali. Canzoni tramandate proprio dai minatori santafioresi, che erano soliti interpretarle nelle occasioni di festa e di lotta, nelle osterie o nelle piazze del paese: lì dove il canto diventa gioia e condivisione. Così Cristicchi diventa un “Minatore”, diviene parte integrante del coro, interpretando canti di un mondo buio e poco conosciuto, immergendosi nelle atmosfere che “soltanto la musica popolare è in grado di creare, qualcosa di magico, che trasporta nel passato, che rende manifesto e nitido il legame profondo con un patrimonio che è dentro di noi, nascosto nella “miniera” dell' anima”. Affrontando temi attuali come il precariato e le morti bianche, ci si immerge nelle gallerie del passato e si scava nella memoria, riportando alla luce preziosi minerali sepolti:
le storie e le meravigliose canzoni di una tradizione che non deve andare persa.
Il Coro dei minatori nasce con l'obiettivo di recuperare e reinterpretare il vasto e originale repertorio santafiorese e amiatino, nell'ambito delle attività di ricerca e studio del territorio, della sua storia e delle sue tradizioni. Il Coro ha già realizzato un cd, “Canti di miniere, amore, vino e anarchia” e ha partecipato a numerosi eventi e manifestazioni: dalla Triennale delle culture anarchiche e libertarie di Firenze, alla festa di Santa Barbara a Charleroi (Belgio), da feste e iniziative culturali locali a varie rassegne di musica popolare. Il gruppo è composto da: Giuliano Martellini, Piero D'Amario, Lino Nucciotti, Ennio Sensi e Renzo Verdi – sindaco di Santa Fiora - (voci), Lucio Niccolai (chitarra) e Giuliano Travi (fisarmonica).
|
| |
|
top |
|
|
Giorgia Bertgni (Mezzo-Soprano)
Nata a Genova ha intrapreso lo studio del canto sotto la guida della mezzosoprano Franca Mattiucci segnalandosi in importanti concorsi. Finalista al Concorso Comunità Europea di Spoleto, al Concorso As.Li.Co, borsa di studio al Concorso Internazionale Riccardo Zandonai di Rovereto, secondo premio al Concorso Internazionale Tito Gobbi, primo premio al Concorso Internazionale Roero in Musica, presieduto dal soprano Signora Magda Olivero. E’ stata Tisbe ne La fiaba di Cenerentola nell’ambito del progetto Opera Domani dell’As.Li.Co, ruolo che successivamente ha interpretato ne La Cenerentola di G. Rossini nei teatri del circuito lombardo (Ponchielli di Cremona, Grande di Brescia, Fraschini di Pavia, Sociale di Como). Ha cantato al Teatro San Carlo di Napoli ne L’affare Makropulos con Raina Kabaivanska (per la regia di Luca Ronconi), con l’Orchestra del Lazio la Krönungsmesse di W.A. Mozart e lo Stabat Mater di G.B. Pergolesi. Ha partecipato a produzioni di La traviata (Flora per l’Opera Giocosa di Savona e Festival di Bassano del Grappa), Madama Butterfly (Suzuki per l’Opera Giocosa di Savona, il Festival Umberto Giordano di Foggia e il Festival di Riva del Garda), Rigoletto (Maddalena) e cantato ne La notte di un nevrastenico e I due timidi di Nino Rota al Teatro di Treviso ed al Sociale di Como. Ha partecipato a due tournèe all’estero: la prima negli Stati Uniti (San Francisco, Phoenix, Los Angeles) e la seconda in Western Australia, cantando arie del repertorio operistico italiano. Attiva anche in campo concertistico ha cantato Requiem di G. Verdi, Nona Sinfonia di Beethoven, Gloria di A. Vivaldi e Stabat Mater di G. Rossini. Nel 2005 ha preso parte alle produzioni de Il viaggio a Reims di G. Rossini e La canterina di J. Haydn con l’Accademia di Alto Perfezionamento per cantanti lirici presso la Fondazione Maggio Musicale Fiorentino, La bella e la bestia di M. Tutino al Teatro Comunale di Modena, Lola in Cavalleria rusticana ad Alessandria e Meg nella produzione As.Li.Co del Falstaff di G. Verdi. Tra gli ultimi impegni L'amour des trois oranges (Linette) al Teatro Carlo Felice di Genova e Otello (Emilia) diretta dal M° Bartoletti al Teatro Regio di Parma. Attualmente impegnata al Teatro Verdi di Trieste con Suor Angelica sarà in seguito al Festival Verdi per la produzione di Oberto Conte di San Bonifacio e al Teatro delle Muse di Ancona per Traviata (Flora).
|
| |
|
top |
|
|
Nuovo Quintetto Italiano
Il NUOVO QUINTETTO ITALIANO riprende l’attività concertistica internazionale nell’ottobre 2003, sulle basi del “Quintetto Italiano”, storico ensemble che ha calcato la scena musicale internazionale, effettuando concerti in tutto il mondo e vantando collaborazioni e dediche di musicisti e compositori straordinari, da Luciano Berio a Salvatore Sciarrino.
I musicisti del “Nuovo Quintetto Italiano” sono tutti Prime parti soliste delle più importanti Istituzioni Musicali Italiane: ANDREA OLIVA, primo flauto solista dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, FRANCESCO DI ROSA, primo oboe solista dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, FABRIZIO MELONI, primo clarinetto solista dell’Orchestra del Teatro alla Scala, LUCA BENUCCI, primo corno solista dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino e CLAUDIO GONELLA, già primo fagotto dell’Orchestra RAI, attualmente docente di fagotto al Conservatorio di Musica “G. Verdi” di Torino.
Tutti vincitori di concorsi nazionali ed internazionali quali ARD di Monaco, Primavera di Praga, Jugendmusik Wttbewerb di Zurigo, Concorso Internazionale di Belgrado.
I cinque interpreti collaborano regolarmente con le più prestigiose orchestre internazionali, come i Berliner Philarmoniker, la MDR Sinfonie Orchestre di Lipsia, la Deutsche Oper di Berlino, i Wiener Philarmoniker, la Israel Philharmonic Orchestra, esibendosi sotto la direzione di Z. Mehta, R. Muti, S. Ozawa, M. W. Chung, C. Abbado, D. Barenboim.
All’attività concertistica, solistica e cameristica, uniscono quella didattica. Ogni membro dell’Ensemble tiene Masters di Alto perfezionamento Musicale nelle più importanti Accademie e nei Conservatori Superiori di Musica italiani ed esteri: Conservatorio Superiore di Musica della Svizzera Italiana (Svizzera), Conservatorio Superiore di Musica di Parigi (Francia), Conservatorio Nazionale di Musica di Valencia (Spagna), Toho Graduate School di Tokyo (Giappone), Tokyo Halley Hall (Giappone), Curtis Institute of Music (Philadelphia, USA), Boston University-School of Music (USA).
L’Ensemble è regolarmente ospite dei più prestigiosi Festival Nazionali ed Internazionali: il Festival “Santa Fiora in Musica” (Grosseto), il Festival “Severino Gazzelloni” (Roma), il “Macerata Opera Festival / Terre dei Teatri” (Macerata), il “Ravenna Festival” (Ravenna), la Swiss Brass Week (Svizzera), l’MDR Sommer Festival (Germania), il Tateshina Music Festival (Giappone).
A giudizio della critica si tratta di un Ensemble di cinque artisti già affermati singolarmente, cinque grandi interpreti che, grazie alle singolari ed alte performances, hanno collezionato innumerevoli successi in Italia e all’Estero. Apprezzati sia dai musicofili più esigenti ed esperti sia dal grande pubblico, grazie ad un repertorio che spazia dalle composizioni più raffinate di J. Haydn, W. A. Mozart, L. van Beethoven, G. Rossini, ai brani di G. Gershwin, S. Joplin, J. Ibert, con esecuzioni fondate su combinazioni sonore e timbriche di grande perizia ed efficacia.
L’Ensemble effettua concerti in Europa, nel Sud-Est asiatico e, nel 2006, è stato impegnato in una lunga tournèe in Sud America.
Recentemente ha eseguito, in prima assoluta mondiale, opere di Carlo Boccadoro e Andrea Strappa. Nel luglio 2007 hanno inciso, per AULIA, il cd “Music for the Great Circus of the World” con brani di A. Strappa.
|
| |
|
top |
|
|
Marco Salvatori
Ha studiato l’Oboe con Augusto Loppi e si è diplomato nel 1989 presso il Conservatorio S. Cecilia di Roma.
Si è in seguito perfezionato con H. Schellenberger presso l'Accademia Chigiana di Siena, M. Bourgue e T. Indermuhle nella Scuola di Alto Perfezionamento Musicale di Saluzzo.
Scoprendo fin da giovanissimo la bellezza del suonare in orchestra, si è dedicato da subito a questa attività con grande passione giungendo a collaborare in qualità di primo oboe solista con importanti orchestre italiane e straniere quali l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di S.Cecilia, l'Orchestra Sinfonica Naz.le della RAI, la Filarmonica della Scala, la Israel Philharmonic Orchestra e l'Orchestra del Maggio Musicale (con la quale si è esibito più volte anche in veste di solista con il M° Z. Mehta), diretto tra gli altri da C. M. Giulini, Z. Mehta, G. Sinopoli, R. Muti, V. Gergiev, S. Ozawa.
Si è classificato al primo posto al "Premio Settembre Musica 1990" di Torino e al Concorso “Giuseppe Tomassini” di Petritoli nel 1995.
Nel 1999 ha vinto il concorso di Primo Oboe nell’Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova e qualche mese più tardi quello per il medesimo ruolo, che tuttora ricopre, nell'Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino.
Si dedica costantemente alla musica da camera prediligendo il duo con il pianoforte e il quintetto a fiati, nella quale formazione si è esibito in importanti istituzioni concertistiche in Italia ed all’estero.
|
| |
|
top |
|
|
Stefano La Colla (Tenore)
Ha iniziato gli studi di canto con il M.Graziano Polidori perfezionando poi il repertorio e lo studio dello spartito con il M.Massimo Morelli . E’ stato premiato in numerosi Concorsi Nazionali e Internazionali,ed ha collaborato con prestigiosi teatri fra cui il Teatro Carlo Felice di Genova,il Comunale di Modena, e i teatri di Piacenza, Ferrara, Reggio Emilia Il teatro di stato di Wiesbaden in Germania, il Bunca Kaikan di Tokio, Brich Hall di Nagasaki e l’International Arts Centre di Kobe.Nel 2002 vince la borsa di Studio per frequentare l’ Accademia di Alto Perfezionamento nel Repertorio Pucciniano a Torre del Lago Puccini sotto la guida delle soprano Magda Olivero, Katia Ricciarelli e Raina Kabaivanska e viene scelto per i ruoli di conprimariato nelle opere La Bohème e Manon Lescaut. Si è esibito accanto a Katia Ricciarelli al Teatro Verdi di Pisa in una Serata di Gala organizzata dal Rotary Club. Nel 2003 ha debuttato la Messa di Gloria di P.Mascagni dapprima al Teatro Guglielmi di Massa e successivamente nel Duomo di Reggio Emilia. Ha partecipato a una selezione inedita dell’Opera “ESTER” di Giuseppe Pardini nel ruolo principale di Amed.Nel 2004 ha collaborato col teatro Goldoni di Livorno per la Gioconda di A.Ponchielli diretta dal M. Lukas Kariynos.Nel 2005 si è esibito in occasione dell’apertura del Nuovo Teatro a Lendava in Slovenia organizzato in collaborazione con il Festival Puccini di Lucca. Collabora assiduamente ai concerti organizzati dal Festival “Puccini e la sua Lucca” e nell’aprile 2006 ha partecipato ad una Tournèè in Egitto con l’orchestra ed il Coro del Festival Internazionale di Puccini e la sua Lucca diretti dal M°Massimo Morelli all’inaugurazione della Prima Settimana Musicale e del Teatro Romano di Sharm el Sheik in Egitto. A maggio 2006 è risultato vincitore del Concorso Internazionale Ismaele Voltolini di Mantova.
|
| |
|
top |
|
|
Rebecca Woolcock (Pianoforte)
Rebecca Woolcock borsista presso il Royal Northern College of Music, studia con Renna Kellaway prima e Arnaldo Cohen poi; vince premi quali il “Peter Donohoe Piano Prize” e il “National Mozart Competition” (1993). Approfondisce i suoi studi con Malcolm Martineau alla Royal Accademy of Music, diplomandosi nel 1998. Vince una borsa di studio per ”International Musicians Seminar” di Prussia Cove con Ferenc Rados, dove in seguito accompagnerà lei stessa Master Class di Gerhard Schulz, Andras Keller; Steven Isserlis e Steven Doane.
Nel 1998 esordisce al South Bank Centre insieme ai Park Lane Group Series. Partecipa al “Young Artsist Forum” nel 1995 e nel 1997; dal 1997 per quattro anni è membro del “Live Music Now!”.
Si esibisce inoltre all’Albert Hall, al South Bank Centre e a St.Martin in the Fields, esegue concerti come solista con il Surrey Philharmonic, il Surrey Mozart Players e con il London Concertante.
Suona con molti musicisti del calibro di Mats Lidstrom, Guy Johnson, Julian Lloyd Webber, David Campbell e Duncan McTier, concerti trasmessi alla radio e alla televisione.
Partecipa a numerosi festival in Francia, Italia ed Austria; dall’estate del 2002 fino ad oggi partecipa, sotto invito, al Festival de Musique de Sion in Svizzera, accompagnando Duncan Mctier, Francois Leleux,Francesco De Angelis e Marcio Carneiro.
come solista e come partecipante si esibisce in musica da camera in recital a Vienna, in Svizzera, a Bombay; debutta inoltre con la violoncellista Katherine Wood alla Wigmore Hall.
Recentemente concerti in Germania, Austria e Italia con i Solisti della Mahler Chamber Orchestra.
|
| |
|
top |
|
|
Jörg Winkler (Viola)
Joerg Winkler ha iniziato lo studio del violino e della viola presso il Conservatorio a Berlin-Friedrichshain, conseguendo successivamente il diploma di viola presso l’ Hochschule fuer Musik ‘Hanns Eisler’ di Berlino. Membro del ‘Schill-Quartett’, ha collaborato con la Juilliard School e la Duke University negli Stati Uniti ed e stato premiato per l’ attivita svolta con lo ‘Schill-Quartett’ al ‘Concorso Internazionale Mozart’ di Salisburgo. Con il Quartetto ma anche come violista ha partecipato a tanti masterclass studiando con il Arditti Quartet,Jürgen Kussmaul,Walter Levin, Kim Kashkashian e Harvey Shapiro. Dal 1996 al 2001 ha impartito lezioni come docente per viola e musica da camera alla Hochschule fuer Musik und Theater, Rostock.
Prima Viola della ‘Gustav-Mahler-Jugendorchester’ sotto la direzione di B.Haitink e C.Abbado, successivamente in 1997 fino a 2007 divenuto Prima Viola della ‘Mahler Chamber Orchestra’ suonando parallelamente per i ‘Solisti della Mahler Chamber Orchestra’.
1998 e stato membro della Staatskapelle Berlin sotto la direzione di D.Barenboim. Come membro al contratto ha suonato con l’ orchestra della Deutsche Oper di Berlino e l’ orchestra della Radio NDR di Hamburgo.
Da 2003 e membro del Luzern Festival Orchester sotto la direzione di Maestro Claudio Abbado.
Nel 2003 entra a far parte dell’ Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino come Prima Viola sotto la direzione di Maestro Zubin Mehta con cui ha anche suonato come solista nell Maggio Musicale 2006.
Negli ultimi due anni e stato invitato spesso ospite come Prima Viola nella Camerata Salzburg e al Philharmonia Orchestra di Londra.
|
| |
|
top |
|
|
Matteo Evangelisti
Matteo Evangelisti è nato nel dicembre del 1985 e suona il flauto traverso dall’età di 13 anni. Ha studiato e continua ancora oggi nella preparazione dei concorsi con il M° Filippo Cianfoni con il quale si è diplomato con il massimo dei voti e la lode a 17 anni.
Ha seguito il corso tenuto dal M° Carlo Tamponi presso il Conservatorio di Santa Cecilia a Roma e il corso con il M° Glauco Cambursano all’Accademia di Imola ricevendo da entrambi il diploma “Master”.
E’ vincitore dei più importanti Concorsi Nazionali ed Internazionali d’Italia come: Severino Gazzelloni, Syrinx, Krakamp, Ovada, Città di Grosseto, Spoltore Musica, Riviera Etrusca, Poggioli, Palmi, Leonardo de Lorenzo.
Ha vinto il Concorso Internazionale Biwako in Giappone e il Concorso Internazionale Timisoara in Romania ed ha ottenuto il secondo posto al Concorso Internazionale Maxence Larrieu a Nizza.
Dal 2005 è invitato a suonare regolarmente come solista nei Festival Internazionali di Flauto “Flautissimo” e “FaLaUt”. Ha tenuto concerti da solista a Ginevra e in Romania con le Orchestre Filarmoniche di Valcea e Vidin.
Ha collaborato con l’Orchestra di Santa Cecilia e, in qualità di primo flauto, con l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, l’Orchestra Filarmonica della Scala di Milano, l’Orchestra del Comunale di Bologna.
Collabora attualmente da primo flauto con l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino.
E’ testimonial della Pearl Flute Japan
|
| |
|
top |
|
|
Pino De Maio
Pino De Maio è nato a Miano di Capodimonte ed entra nel mondo della musica a 12 anni con lo studio della chitarra classica con la maestra Immacolata Ciociano figlia di Michele grande trascrittore e compositore. La sua carriera di professionista ha inizio con un trio “I Michelemmà” (1974), con il quale si dedica allo studio e alla ricerca della canzone popolare e d’autore con la realizzazione di un primo disco (I Michilemmà) distribuita dalla RCA. Qualche anno dopo, collabora come chitarrista con Sergio Bruni e con lo storico gruppo “Napoli Centrale” capitanato da James Senese , anno in cui militava come bassista Pino Daniele. Nel 1978 la parentesi militare Cividale del Friuli, De Maio forma un gruppo di musica popolare all’interno del suo reggimento. Nel 1979 il secondo album “ Tristezza Amori e Dolori di Napoli ” (RCA), dopo quattro anni all’estero (USA, Canada, Francia, Svizzera, Germania) anni in cui permettono di incrementare un bagaglio di tecnica ed esperienza De Maio decide di dedicarsi esclusivamente allo studio della canzone napoletana. Si impegna anche come compositore scrivendo le musiche di un’opera teatrale“ Sole, Luna e Talia ” tratta da una favola di G.B.Basile con gli arrangiamenti di Antonio Sinagra gran parte di queste musiche si trovano nell’album “Napoli Vecchia Mia”1983 con la collaborazione strumentale di James Senese. Nel 1986 scrive per Sergio Bruni e Salvatore Palomba, nel 1987 realizza una raccolta di tre diversi dischi “ Napoli dal Seicento ad Oggi ”. A questa produzione discografica De Maio affianca una intensa attività di spettacoli, concerti, lavori teatrali, cercando di fondere prosa, poesia e musica. Nel 1990, ancora una raccolta dedicata ad autori del calibro di: Di Giacomo, Bovio, Gambardella ed infine Viviani, di cui De Maio da sempre ha subito il fascino, dedicandogli profondo studio fino a diventarne oggi un raffinato e sensibile interprete. Molte le sue partecipazione a programmi televisivi e culturali, documentari (da ricordare uno francese con Roberto Murolo come cooprotagonista e uno giapponese). Più volte è stato ospite del Maurizio Costanzo e del premio Napoli, come pure del salotto di Marzullo, tappeto volante di Luciano Rispoli, di Help di Red Ronny, La Vita in diretta di Michele Cucuzza, Sereno Variabile, Mille e una Italia e tanti altri programmi. De Maio si è esibito in un concerto in onore della regina Elisabetta d’Inghilterra, per il Principe di Liegi e per le first lady del G7 tenutosi a Napoli. 1991 raccoglie un suggerimento dello storico MaxVairo: affrontare un repertorio di musica colta, “Mercadante, Donizetti, Labriola “, nasce “ 600,700 e 800 napoletano “, un lavoro discografico ( 1992 ) di intenso contenuto, ma il lavoro che ha dato molte soddisfazioni è stato “Lo Cunto Dello Canto Napolitano”, un excursus storico-musicale scritto dallo stesso De Maio. Ha collaborato con alcuni quotidiani come esperto della canzone napoletana.De Maio inoltre ha scritto tre lavori teatrali per quel che riguarda la parte letteraria, uno dei quali tutt’oggi rappresentato “Scusate ma voi chi siete “.
La cosa che maggiormente inorgoglisce De Maio, è la sua creatura, “La Villanella” un’associazione culturale musicale costituita nel 1992 che si prefigge il preciso intento di divulgare e vivificare la tradizione napoletana in particolare quella musicale utilizzando quest’ultima come strumento per il recupero dei minori a rischio ecco la lunga collaborazione come esperto per un laboratorio musicale nel carcere minorile di Nisida e non solo a Nisida ma in tante scuole di Napoli e provincia, per l’educazione alla storia della canzone napoletana, tante le iniziative che si propone La Villanelle una delle quali, il premio di poesia in dialetto napoletano esteso a tutto il mondo della scuola giunto alla sesta edizione, più’ volte De Maio è stato chiamato per condurre corsi di aggiornamento per docenti e corsi di formazione professionale.Tante le rassegne internazionali a cui ha partecipato. Il suo ultimo orgoglio musicale è “ Ue’ Guagliù’ “ (1997) un lavoro discografico dedicato ai ragazzi di Napoli, quelli che maggiormente soffrono l’emarginazione sociale, un lavoro dove De Maio sintetizza la sua lunga esperienza.1999 De Maio scrive un lavoro teatrale “ la Ballata di Eleonor “ realizzata in prima nazionale al teatro Mercadante, un lavoro di cui rimarrà una tracce in un libro pubblicato dal Comune di Napoli assessorato alla cultura. Il 22 marzo 2000 al Teatro Politeama con l’attrice Isa Danieli realizza uno spettacolo commemorativo per il cinquantenario della morte del drammaturgo napoletano Raffaele Viviani nello stesso giorno esce un lavoro discografico dedicato a Viviani “Omaggio a Raffaele Viviani “. Nel 2000/2001 ha condotto all’università popolare di Napoli un corso sulla storia del canto popolare. Ha realizzato nel 2001 un progetto europeo, "Il Connect" con la scuola Mario Pagano. Nel 2002 Pino De Maio partecipa al Festival di Napoli 2002 con il brano" Piscatore" piazzandosi al secondo posto...Con il Festival De Maio presenta il suo nuovo album+libro " Lo scugnizzo fuori dal branco" edito dalla Guida editore e scritto dal giornalista capo redattore del " Il Mattino " Pietro Gargano.
Nel 2003 Pino De Maio partecipa al Festival di Napoli 2003 con il brano "Fermammece nu poco" piazzandosi nuovamente al secondo posto. Nell'estate del 2004, a Ravenna Pino De Maio ha il grande onore di avere tra il pubblico ad un suo concerto, il maestro Riccardo Muti. Al termine il maestro nel complimentarsi con De Maio ha così commentato: "questa sera ho sentito la vera essenza della musica napoletana " . Il 2005 inizia proprio bene quando il 01/02 il Sindaco di Napoli Rosa Iervolino Russo, conferisce un riconoscimento all'artista De Maio, per aver ben coniugato l'arte con il sociale.
|
| |
|
top |
|
|
Filarmonica “Gioberto Pozzi”
FONTI STORICO-LETTERARIE
Nell'anno 1836, era già presente nella nostra cittadina "un'Accademia Filarmonica composta da 26 individui…", come attesta uno scritto di Girolamo Toschi e nel 1865, veniva segnalata una statistica di Domenico Carlotti sul piano dell'associazionismo esclusivamente "una banda musicale monturata di venti dilettanti...".Anche lo scrittore verista locale Mario Pratesi inizia il racconto "Le due figliole dell'ostessa", ambientato a S.Fiora negli anni '70 dell'Ottocento, con una suggestiva e colorita descrizione delle prove della banda alla vigilia della festa dell'Assunta.
Mentre il senatore, giornalista e scrittore, Giacomo Barzellotti nel 1893, a proposito della nota fiera di S.Rocco (16 agosto) parla della rituale esibizione della banda nella Piazza di Castello in segno di saluto e di omaggio per l'inizio della Festa.Inoltre nel 1911, il Maestro di Musica, Alberto Nazzari, nato a Santa Fiora nel 1885, direttore della locale Società Filarmonica "Raffaello Nasini", dal 1906 al 1907, poi maestro della banda municipale di Torino, accettò l'incarico di andare a Bangkok, come primo insegnante di musica occidentale e direttore della banda reale.
LA DATA DI RIFONDAZIONE
La rinascita della Filarmonica "Gioberto Pozzi" di Santa Fiora risale al 1° Maggio 1985 quando la Filarmonica, grazie all'aiuto dell'Amministrazione Comunale, si accollò l'acquisto della maggior parte degli strumenti musicali, e grazie ad un comitato promotore di cittadini, tornò a vivere e a suonare per le vie e le piazze del paese e delle frazioni di Santa Fiora.
LA NUOVA TITOLAZIONE
La nuova titolazione ha voluto essere un omaggio all'ultimo Maestro Direttore, Gioberto Pozzi, che diresse la banda fino agli anni '50, quando la stessa interruppe la sua esistenza e al quale si deve la preparazione e la formazione musicale di parte degli attuali musicanti meno giovani. Gli altri infatti si sono formati in un'altra Filarmonica presente nel territorio comunale, quella di Bagnolo, che sempre agli inizi degli anni '50 pose fine al suo più di mezzo secolo di storia e che grazie all'insegnamenti del maestro Vito Papini avviò alla musica molti giovani talenti.
|
| |
|
top |
|
|
L’Opera dei Pupi di Tano Grasso
Sono più di 200 i pupi che Turi ha costruito nell’intera sua vita. I materiali principali di cui è costituito un pupo sono tre. Il legno, impiegato per la testa, gli avambracci, le mani, il busto e le gambe; il metallo, utilizzato per i giunti che uniscono le gambe al busto, l'asta per sorreggere il pupo e le aste di manovra; la stoffa, per le braccia, che uniscono gli avambracci al busto e, ovviamente. per i costumi.
Le armature sono costruite, a mano, con la tecnica dello sbalzo; ultimamente si utilizzano soprattutto rame o ottone. Le armi sono in acciaio e debbono essere resistenti perché, a differenza dei pupi palermitani che sono in latta., gli scontri sono molto più violenti. Le spade dei protagonisti principali sono anch’esse dei personaggi, con il loro nome: la Durlindana di Orlando, la Frusberta per Rinaldo. Tra i pupi di Acireale e quelli di Catania c’è una differenza anche nei movimenti. «I nostri fanno un doppio movimento anche laterale, quelli di Catania rimangono sempre frontali; questo è possibile grazie a un particolare meccanismo interno di snodo. Rispetto ai palermitani, inoltre, i nostri non piegano mai le ginocchia…»
I pupi palermitani, dal peso di 6-7 chilogrammi, consentono di essere sorretti in piedi dai manovratori per lunghi tratti della recitazione; quelli di stile catanese, che pesano tra i 15 e i 25 kg non potrebbero essere retti a lungo in piedi e dunque gli arti inferiori sono rigidi, agevolando così i manovratori.
Mariano Pennini segnò intorno al 1920, un momento di innovazione nell’opera dei pupi riducendone l’altezza da 140-150a 120 cm; di conseguenza il peso passò da 25-30 a 15-18 kg.
«Un’altra diversità introdotta da Mariano Pennisi ad Acireale, fu nel banco di manovra che fu alzata a 140 centimetri, consentendo di manovrare sia davanti che dietro il banco, dando così profondità e senso della prospettiva e, allo stesso tempo, consentendo la presenza in scena di più personaggi. E così fu possibile attuare una tecnica particolare, da cui è nata quella “danza delle spade” che rende unica l’opera dei pupi di Acireale».
|
| |
|
top |
|
|
Marco Mistrangelo
Bassista e Contrabbassista, diplomato al conservatorio di Piacenza, dal 1996
si dedica principalmente al jazz e alla musica moderna. Ha collaborazioni
con importanti jazzisti italiani quali: Paolo Tomelleri (di cui è collaboratore
stabile da diversi anni nelle varie formazioni in cui il clarinettista e saxofonista
si esibisce, dal quartetto alla big band), Bruno De Filippi, Emilio Soana,
Carlo Bagnoli, Rudy Migliardi, Max De Aloe, Laura Fedele, Rossano Sportiello,
Piero Bassini, Emanuele Cisi, Mario Rusca, Luciano Zadro, Giovanni
Falzone, Tony Arco, Paolo Alderighi, etc. e con gli americani Lee Konitz
(altosassofonista caposcuola del “cool jazz“), Dave Liebman, Paul Jeffrey,
Carol Sudhalter e con il clarinettista tedesco Hengelbert Wrobel, con partecipazioni
a numerosi concerti in jazz club e festival in Italia ed all’estero,
tra cui Festival di Ascona (CH), Brianza Open, Percfest, Jazz a Domodossola,
Versilia Jazz Festival, Pineto Accordion jazz Festival, Sonico in Jazz (Ch), Musica
sulle Bocche Jazz Festival, jazzclub Bùlach CH, Mic Picaud Cannes (FR).
Vanta collaborazioni anche nel mondo della musica leggera (Giuni Russo,
Andrea Mirò), e d’autore (Giangilberto Monti, Kaballà, Giovanni Nuti).
Da dieci anni collabora stabilmente con la cantante brasiliana Adi Souza (già
con Toquinho e Vinicius De Moraes). Dalla sua fondazione nel settembre
del 2006 fa parte dell’Offi cina Sonora ensemble di venti musicisti coordinato
dal pianista e compositore Alessandro Sironi, la cui musica è rivolta
principalmente verso il teatro ed il cinema. Nei primi mesi del 2007 forma
il trio di latin jazz “Iguazu” con Il batterista/percussionista italo/argentino
Alex Battini, trio che è sponsorizzato da YAMAHA. Ha inciso in questi anni
oltre 15 cd spaziando tra jazz, musica latina, canzone d’autore e musiche
per il teatro. Svolge parallelamente attività didattica ed attualmente collabora
con diverse scuole civiche in qualità di insegnante di basso elettrico e
contrabbasso.
|
| |
|
top |
|
|
Marco Castiglioni
Diplomato in percussioni nel 1991 presso il Conservatorio di Como, sotto la
guida del Mo. Ben Omar, ha vinto, con il gruppo Naqquara, il primo premio
al concorso internazionale giovani musicisti di Stresa ed al concorso nazionale
per percussionisti di Bovino (Fg). Musicista attivo sia come percussionista
(Percussion Staff) ma principalmente come batterista. Ha partecipato
a svariati tours di musica leggera e pop, ed inoltre, avendo ricoperto, per
lungo tempo, il ruolo di prima batteria presso l’orchestra RAI di Milano, è
apparso in numerosi programmi televisivi. Negli ultimi anni l’amore per la
musica jazz ha prevalso su tutti gli altri generi musicali. Da qui sono nate
partecipazioni ad importanti festivals, quali Clusone, Rocella, Bologna,
Ivrea, Lugano, Ascona, Le Mans, Berlino, Amburgo, Parigi, Dresda, collaborando
con artisti come: Steve Potts, Gunter Sommer, Paula West, Daniel
Mille, Gino Sitson, John Stowell, Rob Sudduth, Bill Ramsey, Dan Barret, Alex
Schulz, DeeDee Bridgewater, Sheila Jordan, Renato Sellani, Franco Cerri,
Gianni Basso, Paolo Tomelleri, Rudy Migliardi, Laura Fedele, Emilio Soana,
Ettore Righello, Lino Patruno, Carlo Bagnoli, Marco Gotti, Sandro Gibellini,
Emanuele Cisi, Attilio Zanchi, Mauro Grossi, Roberto Cipelli, Gabriele Comeglio,
Massimo Colombo, Riccardo Fioravanti.
|
| |
|
top |
|
|
Rudy Migliardi
Diplomato presso il conservatorio di Torino, ha iniziato la sua attività nell’orchestra
del Teatro alla Scala di Milano ed in seguito nell’orchestra sinfonica
della stessa città. Successivamente ha vinto il concorso di I° trombone
nell’orchestra del Teatro Regio di Torino ed il concorso di trombone solista
nell’orchestra ritmica della Radio Televisione Italiana di Milano dove ha collaborato
per molti anni con i più importanti musicisti europei ed americani
(Gerry Mulligan, Kay Winding, ecc.) ed ha partecipato alle più signifi cative
manifestazioni musicali in Europa, in Israele, negli Stati Uniti ed in Canada.
Parallelamente si dedica all’attività classica con particolare attenzione alla
musica barocca con il trombone contralto e con concerti per trombone e
banda. Svolge anche intensa attività didattica: per anni è stato docente a
Siena di musica Contemporanea nei corsi organizzati dalla Comunità Europea
e, seguendo il suo istinto che presta attenzione a tutti i linguaggi
musicali, ha collaborato con il cantautore Paolo Conte.
|
| |
|
top |
|
|
Roberto Olzer
Ha iniziato i propri studi musicali presso la Scuola Organistica dell’Alto Novarese
sotto la guida del Maestro Giancarlo Parodi, con cui li ha proseguiti al
Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, dove si è brillantemente diplomato,
nel 1994, in Organo e Composizione Organistica. Nello stesso anno
ha iniziato la frequentazione di Ramberto Ciammarughi, con il quale si è
dedicato all’apprendimento ed allo sviluppo delle tecniche improvvisative
nel repertorio jazzistico. Nel 1997 ha conseguito a pieni voti la laurea in
Filosofi a presso l’Università Cattolica di Milano. Dal 1998 ha inoltre approfondito
lo studio del pianoforte classico con il Mo. Alberto Magagni, diplomandosi
a pieni voti nel 2003 presso il Conservatorio “Lucio Campiani” di
Mantova. Affi anca all’attività didattica (Scuola “Toscanini” di Verbania, Società
Filarmonica di Villadossola, Ass. “Insieme in musica” di Domodossola)
l’attività compositiva, (sono stati sinora editi “Sciccareddu” – Ed. Wicky, e
“Tetragono” per clarinetto e pianoforte – Editions BIM), quella di arrangiatore
e quella concertistica, sia in ambito organistico (in veste solistica ed in
collaborazione con strumentisti, orchestre, formazioni vocali) che in ambito
jazzistico (in piano solo ed all’interno di varie formazioni, dal Duo, al Sestetto).
Nel 2006 ha composto, su commissione del comitato italo-svizzero
per la commemorazione del centenario dell’inaugurazione del traforo del
Sempione, il brano “Per Geometrico Destino”, per soli, coro ed orchestra,
su testo del poeta M. Botti.
Nel 2008 ha conseguito presso la Scuola di Tecnica Alexander di D. Bottaro
M.STAT il diploma di Insegnante di Tecnica Alexander.
|
| |
|
top |
|
|
Barry Tuckwell
Barry Tuckwell inizia la sua carriera musicale all’età di sei anni. Fino ad oggi si è esibito nel mondo come solista, in formazioni cameristiche, come insegnante e direttore. Nato a Melbourne, all’età di quindici anni è entrato a far parte della Melboune Symphony Orchestra e poi della Sideny Symphony Orchestra, prima di stabilirsi in Inghilterra.
Qui ha suonato con la Hallé Orchestra, con la Scottish National Orchestra e la Bournemouth Symphony Orchestra.
Diventa, successivamente, primo corno solista della London Symphony Orchestra, ruolo che ricopre per tredici anni consecutivi. Lascia quest’orchestra nel 1968, per intraprendere la carriera di solista e di direttore.
Nel 1997 si esibisce come solista con la Baltimore Symphony Orchestra.
Per quattro anni ricopre il ruolo di Direttore principale della Tasmanian Symphony Orchestra e, poi, per ben sedici anni, ricopre lo stesso ruolo nella Maryland Symphony Orchestra.
Continua ad avere un’attiva e intensa carriera nel mondo come direttore, docente e solista. Attualmente è docente presso l’Università di Melbourne e Membro Onorario del “Melbourne Internationale Festival of Brass”.
Durante la sua permanenza negli USA è stato docente al Conservatorio di Musica di Baltimora e, per 6 anni, Membro esecutivo del Maryland Humanities Council.
Tra i molti riconoscimenti tributati a Barry Tuckwell vanno ricordati quello di Membro dell’Ordine dell’Australia, Membro dell’Ordine dell’Impero Britannico, Sottore “honoris causa” dell’Università di Musica di Sidney, Membro effettivo del Royal College of Music di Londra, Membro effettivo della Royal Society of the Arts di Londra.
Gli sono state attribuite la Medaglia “George Peabody” per l’alto contributo musicale in America, la Medaglia “Andrew White” dal Loyola College, il Premio di Miglior Solista Internazionale “Harnett Cohen”.
Ha inciso oltre cinquanta CDs ed ha vinto ben tre Grammy Nominations.
|
| |
|
top |
|
|
Quartetto Rodin
Il Quartetto Rodin è uno tra i più rinomati tra i giovani quartetti d’archi. Le numerose registrazioni CD e per la Radio, le produzioni per la televisione, le numerose tournées internazionali riflettono in modo impressionante le capacità di questo ensemble.
Questi musicisti si distinguono per la loro maturità musicale, per una brillante tecnica e per le interpretazioni entusiasmanti, viventi e piene di temperamento. Tutte particolarità che legano il Quartetto al suo “patrono”, lo scultore francese Auguste Rodin.
Nel suo vasto repertorio, un posto di rilievo occupa, accanto ai capolavori della storia, la musica contemporanea, tutto quel repertorio sconosciuto o raramente eseguito della letteratura contemporanea per quartetto. Fra le interpretazioni e le registrazioni di queste opere si trovano quelle di Franz, Ignaz e Vinzenz Lachner, apprezzate e lodate dalla critica musicale e dal pubblico.
Il suono dell’ensemble è caldo e rotondo, si ha una fusione omogenea dei diversi colori dei quattro strumenti, che riescono a comunicare tra loro in modo sensibile ed equilibrato.
Accanto ai capolavori della letteratura classico-romantica c’è uno spazio dedicato alla musica del periodo Theresianstadt, con le opere di Gideon Klein, Hans Krasa, Viktor Ullmann, affiancati da programmi interamente francesi con opere di Debussy, tournier, Saint-Saens, Ravel e Caplet.
L’ensemble è, regolamente, ospite dei più prestigiosi festival internazionali e collabora con i più noti e celebri solisti, quali Eduard Brunner, Radu Lupu, Siegfried Palm, Anna Gourari, Hariolf Sehlichtig, Seppa Kimanen, Helga e Klaus Storck, i fiati dei Berliner Philharmoniker.
I componenti del Quartetto Rodin sono: Sonja Korkeala e Gerhard Urban (violini), Martin Wandel (viola) e Clemens Weigel (violoncello).
Spesso il Quartetto si esibisce con l’orchestra, eseguendo il Quartetto concertante in La M op. 131 di Louis Spohr, per quartetto d’archi e orchestra sinfonica.
I membri si conoscono fin dai tempi dell’Università di Musica di Monaco, suonano insieme dal 1993 e sono vincitori di molti premi ai Concorsi Internazionali di musica da camera, svoltisi a Praga, Gorizia, Monaco ed Helsinki, per citarne solo alcuni.
|
| |
|
top |
|
|
Christoph Hartmann - Oboe
Christoph Hartmann nasce in Landsberg am Lech nel 1965. Inizia lo studio dell’oboe sotto la guida di George Fischer per poi proseguire con Gunther Passin all’Accademia musicale di Monaco, diplomandosi in Oboe e in Musica da camera.
Vincitore di molti premi internazionali nei Concorsi di Toulon, Genf e Tokyo.
Collabora con la Stuttgart Philharmonic per poi passare, nel 1992, a ricoprire il ruolo di primo oboe solista nei Berliner Philharmoniker.
All’attività concertistica affianca quella didattica, come docente di oboe alla Herbert von Karajan’s Academy.
Nel campo della musica da camera fonda, con alcuni suoi colleghi, il Festival “Landsberger Sommermusiken”. Subito dopo dà vita all’ “Ensemble Berlin”, con il quale effettua tournèes nazionali ed internazionali.
Una delle sue più grandi passioni di Hartmann è lo sport; in primis la Maratona e le Gare di Ciclismo. Ha brevettato, insieme al suo fornitore di biciclette, “Bikeline”, la sua propria bicicletta: la Pasculli.
Il nome di queste modello nasce dalla scoperta di un manoscritto musicale, fatta da Hartmann, di un virtuoso oboista italiano, Antonio Pasculli.
Il suo CD, “Fantasia Italiana”, contenente tutta l’opera di Antonio Pasculli, ha riscosso un grande successo di critica e di pubblico a livello mondiale. Il CD è prodotto da EMI ed è uscito come “prima mondiale”. Il secondo CD, “Bella Napoli”, è stato inciso insieme ai colleghi dell’ “Ensemble Berlin”.
www.ensembleberlin.de
www.berliner-philharmoniker.de
|
| |
|
top |
|
|
Marion Reinhard – Fagotto
Marion Reinhard inizia lo studio del fagotto sotto la guida di Walter Urbach e Karsten Nagel al Conservatorio della sua città natale, Norimberga, dov’è nata nel 1972.
Dal 1993 al 1995 ricopre il ruolo di controfagotto nella Nurberg Philharmonic Orchestra.
Vince una borsa di studio per l’Orchestral Academy della Berlin Philharmonic Orchestra; qui studia come solista con Stefan Schweigert e Daniele Damiano.
Continua i suoi studi con Georg Klutsch a Weimar e, dal 1999, ricopre il ruolo di controfagotto dei Berliner Philharmoniker.
Marion Reinhard è attiva anche nella musica da camera. Fa parte dell’ “Ensemble Berlin” ed è membro dell’ “Orsolino Wind Quintet” con il quale ha vinto il premio internazionale ARD Music Competition.
www.ensembleberlin.de
www.berliner-philharmoniker.de
|
| |
|
top |
|
|
Arcadia Wind Orchestra
L’Arcadia Wind Orchestra viene fondata nel 2004 dal maestro Daniele Belloni con il preciso intento di dar vita ad un orchestra stabile in grado di affrontare repertori di grande difficoltà ed interesse e di saper sviluppare produzioni originali altamente professionali.
Attualmente l’AWO può contare su un organico stabile di circa 50 strumentisti ed un coro di 90 elementi, in grado di affrontare gran parte del repertorio classico e di quello dedicato alle formazioni di questo tipo, spaziando tra i vari generi ed affrontando anche musica di interesse particolare come lo spettacolo dedicato al compositore genovese Fabrizio de Andrè dove oltre l’orchestra, lo spettacolo è accompagnato da un coro di 30 elementi e da un gruppo elettrico diretti per l’occasione dal fondatore dell’arcadia Daniele Belloni.
Lo spettacolo proposto a Romics ha in programma di rivisitare in “chiave orchestrale” le più belle sigle ed alcuni dei più significativi cartoni animati trasmessi in Italia nel periodo ’70-’80.
"La A.W.O. è un'orchestra di fiati formata da circa 50 giovani professionisti avviati alla carriera professionale e provenienti soprattutto dal centro Italia. L'ensemble fondato dall'Associazione Culturale "Formula Nuova Arcadia", presenziata dal clarinettista D. Belloni, ha all'attivo un discreto repertorio dedicato a questo tipo di formazione ma soprattutto ha avuto la fortuna di eseguire in "world premiere" due spettacoli di eccezzione: "l'amor che move il sole e le altre stelle" (2005), liberamente tratto dalla Divina Commedia di Dante Alighieri e "Un Palco all'Opera", che tanto eco hanno avuto tra pubblico e critica. Entrambi i lavori sono stati concertati e diretti dal M° Traversi. (M. Bemolle)
|
| |
|
top |
|
|
|
top |
|
|
Fabrizio Bosso
Nato a Torino il 05.11.73 inizia lo studio della tromba a 5 anni con suo padre, trombettista anche lui.
A 15 anni si diploma in tromba presso il conservatorio G. Verdi di Torino.
A 12 anni si avvicina al jazz suonando in Big Band e in piccoli gruppi.
Nel 1990 vince una borsa di studio e frequenta i seminari estivi del S. Mary's College di Washington.
Nel 1991 vince il concorso per la Scuola di Alto Perfezionamento musicale di Saluzzo sotto la guida del maestro Pierre Thibaud.
Nel 1993 vince l'audizione per l'orchestra del "Paese degli specchi" di Bologna e svolge attività concertistica sotto la direzione di George Russell, Mike Gibbs, Kenny Wheeler, Dave Liebman, Carla Bley, Steve Coleman.
Nel 1994 vince con il suo quartetto il concorso "Summertime in Jazz" come miglior solista.
Dal 1994 svolge un'intensa attività di free lance collaborando, e incidendo come sideman, con vari musicisti fra cui: Gianni Basso, Paolo Di Sabatino, Riccardo Zegna, Enrico Pieranunzi, Maurizio Giammarco, Massimo Moriconi, Emanuele Cisi, Gabriele Mirabassi, Mario Negri, Gegè Telesforo, Claudio Baglioni, Stefano Di Battista, Pietro Condorelli, Roberto Gatto, Sandro Gibellini, Marcello Rosa, Flavio Boltro, Tullio De Piscopo, Piero Odorici, Slide Hampton, Randy Brecker, Bob Mintzer, Irio De Paula, Hein Van De Geyn, Steve Lacy e numerosi altri.
Nel '97 sostituisce Randy Brecker prima e Lew Soloff poi nel tour italiano della Carnegie Hall Big Band.
Parallelamente svolge una intensa attività didattica presso varie scuole di musica - nel 1995 musica d'insieme al conservatorio
Nicola Piccinni di Bari - e collabora a diverse trasmissioni radio televisive in diversi contesti.
Nel corso della sua attività di Free Lance Artist Fabrizio Bosso ha suonato in diversi contesti nei seguenti paesi: Francia, Germania, Finlandia, Etiopia, Kenya, Tunisia, Arabia, Tunisia, Stati Uniti, e al Festival do Jazz a Cuba.
Nel 1999 crea il suo primo gruppo con il quale si esibisce in diversi club e festival. Registra il suo primo disco come leader nel novembre dello stesso anno e viene votato come "Miglior Nuovo Talento" del jazz italiano dal referendum della rivista Musica Jazz.
Nel 2000, viene consacrato come uno dei migliori trombettisti sulla scena grazie ad innumerevoli partecipazioni in formazioni di prestigio in moltissimi festival nazionali e internazionali.
Nel 2002 gli viene assegnato il prestigioso premio “Django D’Or”.
|
| |
|
top |
|
| |
ORCHESTRA ENSEMBLE HYPERION |
|
| |
|
Orchestra Ensemble Hyperion
L'Hyperion Ensemble, formatosi nel 1992 come ensemble interessato alla musica contemporanea, si dedica sin dall'inizio al repertorio tanguero, partecipando nei suoi 16 anni di attività ad oltre 600 spettacoli in Festival e Teatri di tutta Europa, con un ampio repertorio che va dal Tango contemporaneo al Tango tradizionale. L'Ensemble dalla sua fondazione ad oggi ha collaborato e collabora con vari bandoneonisti come Luis Stazo, Juan Josè Mosalini, Daniel Binelli, Alfredo Marcucci, Josè Luis Betancor, Camilo Ferrero, Christian Gerber, e altri. E' regolarmente invitato dai principali Festival di tango in tutta Europa: Paris, Berlin, Stokholm, Brussels, Munchen, Barcelona (Sitges), Dublin, Freiburg, Tarbes, Torino, Roma, Milano, Firenze, Venezia, Genova, Mantova etc. Da segnalare la presenza dell'Ensemble Hyperion anche nelle seguenti occasioni: VI Cumbre Internacional del Tango Sevilla 2005, London Battersea Arts centre, Lausanne Festival internazionale Tangofolie 1995, Stuttgart, Zaragoza, Malaga Teatro Cervantes, Demotikè Theatro di Korfù, Bodrum (Turchia). Ha accompagnato musicalmente numerosi Shows con compagnie e ballerini di fama internazionale, come lo “Tangovivo” con la compagnia Union Tanguera di Esteban Moreno e Claudia Codega, “Tango Metropolis” con Claudio Hoffmann e Daniel Binelli, “TangObsesion” con la Compañia Leonardo Cuello, “Tango Nuevo” con la compagnia di Roberto Herrera, e altri; in queste occasioni l’Ensemble ha calcato le scene dei più prestigiosi Teatri della penisola, tra cui citiamo: il Teatro Nuovo, il Teatro Alfieri e il Teatro Coliseum a Torino, l’Arena del sole di Bologna, il Teatro della Reggia di Caserta, il Teatro Bellini di Napoli, il Piccolo Teatro di Milano, il Teatro Comunale di Piacenza, il Teatro del Giglio a Lucca, La Versiliana, il Teatro Romano di Fiesole, Villa Doria Pamphili a Roma, Spoleto, Teatro Metropolitan di Catania e di Palermo, l’Auditorium del Lingotto Torino, oltre ai Teatri di molte altre città italiane. La produzione discografica dell'Ensemble ha al suo attivo cinque cd: 'Livin Tango' (1998) - 'Boulevard Tango' (2000) - 'Corso Buenos Aires' (2005) – “Buenos Aires hora cero” (2006), e l’ultima pubblicazione dal titolo “Hyperion Live in Paris”, con la partecipazione speciale di Luis Stazo (2008).
Adrian Veredice & Alejandra Hobert
Sono sicuramente una delle coppie più carismatiche della nuova generazione di ballerini argentini. La particolarità della loro formazione artistica ha generato l'evolversi così personale del loro stile che, con semplicità ed eleganza, li ha portati ad essere una delle principali coppie di tangueros a livello mondiale. Attualmente sono invitati ai maggiori Festival di tango al mondo: Buenos Aires, Berlino, Amsterdam, Londra, Parigi, Roma, Taipei, Budapest, Seoul, Rio de Janeiro. Sono membri dello staff di maestri del Cosmotango C.I.T.A. di Buenos Aires, maestri alla scuola Fred Astaire negli U.S.A., e in varie associazioni in America e Australia. Sono coreografi e direttori dello show “Otango” che ha realizzato varie tournèe in Europa.
Sergio Natario e Alejandra Arrue'
Ballerini professionali dal 1989 con il loro personale stile milonguero si sono distinti attraverso quasi vent'anni di carriera. Hanno studiato con i più grandi maestri: Antonio Todaro, Pepito Avellaneda. Forte è il loro legame con il tango tradizionale e con le radici della milonga. Hanno partecipato a numerosi festival internazionali, tra i quali il CITA di Buenos Aires, e conducono abitualmente stages e workshop in tutto il mondo. Hanno ballato con le maggiori orchestre argentine. Da quest'anno risiedono stabilmente in Italia dove hanno creato scuole in diverse città.
Marcela Guevara & Stefano Giudice
Marcela e Stefano iniziano la loro attività professionale insieme nel 2002 quando vengono invitati, come unica coppia di ballerini, a prendere parte allo spettacolo, tratto dall’opera Maria de Buenos Aires di Astor Piazzola, diretto da Rudolf Werten, rappresentata a Taipei (Taiwan) a Maggio 2002, musicata dall’orchestra I Fiamminghi (Belgio) diretta dal Maestro bandoneonista argentino Juan Josè Mosalini. Attualmente insegnano a Torino, Asti e Lucca. Sono invitati a partecipare a festival internazionali ed a esibirsi nelle milonghe più rappresentative dall’Italia a Buenos Aires. Danzano in alcune compagnie di tango con differenti spettacoli. Sono gli organizzatori del Tango Torino Festival, appuntamento internazionale che si svolge ogni anno dal 2001 nel periodo pasquale al Lingotto di Torino, che con il successo riscosso nelle ultime edizioni, è divenuto uno dei maggiori appuntamenti a livello europeo.
Barbara Carpino e Claudio Forte
Barbara Carpino e Claudio Forte sono ballerini professionisti di Tango Argentino considerati tra i più carismatici della nuova generazione. Giovanissimi incontrano il Tango nel 2002 dopo aver studiato danza classica, latin dance e ballroom. Hanno studiato con i migliori maestri e, grazie alla loro formazione diversificata hanno sviluppato uno stile personale con semplicità ed eleganza. Oggi Claudio e Barbara partecipano a Festivals, Workshop, ed esibizioni in tutto il mondo.
|
| |
|
top |
|